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Manutenzione Auto

Alternatore auto in garanzia: chi paga se si rompe?

Alternatore auto in garanzia: chi paga se si rompe?

Come procedere con l’alternatore auto in garanzia? C’è la possibilità di cambiare questo componente? Di chi è la colpa del guato? Ma, soprattutto, chi dovrà pagare per questo danno?


Nel post precedente dedicato ai controlli obbligatori per l’auto abbiamo accennato per sommi capi ad alcuni aspetti tecnici e legali afferenti all’importanza della manutenzione per il riconoscimento della garanzia. Facciamo ora qualche esempio in modo da illustrare meglio di cosa stiamo parlando.

Nello specifico ci occuperemo di un caso di alternatore auto in garanzia. Ricordiamo, non fa mai male, che i casi di seguito esposti riguardano sempre la compravendita di una auto usata tra un venditore professionista ed un acquirente consumatore. Questo è il tuo caso? Continua a leggere.

Alternatore auto in garanzia: l’esempio

Il sig. G è acquirente della sua nuova auto usata: una CITROEN C3 immatricolata 3 anni prima. Il venditore ha attivato una Garanzia Convenzionale che copre, tra le altre cose, tutta una serie di componenti elettromeccanici del motore. Tra cui l’alternatore, l’organo per la ricarica della batteria.

Il veicolo è tagliandato. All’acquirente, insieme al mezzo, vengono consegnate le fatture fiscali della manutenzione pregressa effettuata dal vecchio proprietario. Sulla base di tale documentazione e delle prescrizioni del Costruttore, il venditore ha indicato, nel certificato della Garanzia Convenzionale, quali sono le prossime scadenze per la manutenzione periodica.

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Il Sig. G. dovrà effettuare un tagliando di manutenzione entro i 6 mesi o 6000 km dall’acquisto, quale delle due scadenze viene superata per prima. Passano 10 mesi, durante i quali il veicolo percorre 10.000 km. Un bel giorno, sul quadro strumenti si accende la spia della batteria.

Il Sig. G. interpella il gestore del servizio di garanzia auto e ricovera subito il veicolo in una officina da questi indicata. È l’alternatore, coperto dalla Garanzia Convenzionale, che va sostituito.

L’officina invia il preventivo alla centrale del gestore di garanzia. Gli viene richiesto l’invio della documentazione fiscale attestante il tagliando di manutenzione a cura del Sig. G., perché scaduto.

Il Sig. G. la manutenzione periodica non l’ha fatta, per cui il gestore di Garanzia Convenzionale gli comunica che non sussistono i presupposti per il riconoscimento del guasto. Il protagonista della storia si chiede: perché colleghiamo il tagliando con il guasto all’alternatore? L’alternatore non è mica un componente soggetto a manutenzione! Non sarà per caso una scusa per non pagare?

Serve sempre la manutenzione e il tagliando

Le cose non stanno come pensa il Sig. G. Le condizioni di Garanzia Convenzionale rimarcano che ai fini della validità va fatto un corretto uso del bene che si traduce anche nell’effettuazione della manutenzione periodica. Come da indicazioni riportate dal venditore sul certificato della garanzia.

Il gestore ha, quindi, pieno titolo di respingere la richiesta di intervento. Le motivazioni sono più che fondate perché la garanzia convenzionale è un contratto a prestazioni corrispettive, ossia un contratto che sta in piedi se viene mantenuto un certo equilibrio tra le parti. L’una si impegna a fare la corretta manutenzione, l’altra eroga il servizio di ripristino previsto in caso di guasto.

L’equilibrio viene turbato dal fatto che la assenza di manutenzione, e il non corretto uso del bene, comporta un aumento delle condizioni di rischio. Non avere effettuato la manutenzione sottopone il gestore di garanzia a rischi maggiori di quelli calcolati al momento della attivazione

Basta pensare alla possibilità che da una mancata manutenzione può derivare la necessità di un intervento di un carro attrezzi, servizio erogato dalla Garanzia Convenzionale insieme al ripristino.

D’altra parte anche l’art. 135 del Codice del Consumo così recita: “La Garanzia Convenzionale vincola chi la offre secondo le modalità indicate nella dichiarazione di garanzia medesima”. Molti consumatori a questo punto recitano il mea culpa e, malvolentieri, riparano a proprie spese.

Alternatore auto in garanzia, il ruolo del venditore

In questi casi i venditori seguono il solco tracciato dal gestore della Garanzia Convenzionale e respingono con una certa disinvoltura la richiesta di intervento fatta dall’acquirente.

Sono loro i garanti in quanto emissari della Garanzia Convenzionale. Sostengono che se non è applicabile per la mancanza di manutenzione decadono i loro obblighi verso chi acquista.

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Le cose non stanno così. La Garanzia Convenzionale decade per la mancanza della prestazione di una parte, indipendentemente dalla sussistenza di una correlazione tecnica tra mancata manutenzione e guasto. Ma l’obbligo del venditore è rispondere della conformità al contratto.

Qui l’acquirente invoca un difetto di conformità perché la rottura dell’alternatore determina il fermo del veicolo e, quindi, il mezzo non è più idoneo all’uso a cui è destinato.

Il venditore, al contrario del gestore di garanzia, è tenuto comunque a dimostrare che il veicolo era conforme al contratto di vendita e che il guasto occorso è tecnicamente correlato alla condotta del proprietario, ossia che la rottura dell’alternatore è dovuta alla mancanza di manutenzione.

Questo è il classico caso in cui il venditore non è in una posizione favorevole. Soprattutto se non ha attivato a suo tempo una opportuna Dichiarazione di Conformità che informava l’acquirente della eventuale necessità di effettuare interventi di manutenzione non previsti dal piano del costruttore.

Al venditore non resta che dimostrare che l’ipotesi che l’alternatore fosse non conforme già alla vendita è incompatibile con la natura del difetto di conformità, ma dovrebbe addentrarsi in approfondimenti tecnici che costerebbero quanto la riparazione. Gli conviene pagare.

Da leggere: problemi al semiasse, cosa fare? La garanzia copre la spesa?

La manutenzione che fa decadere la garanzia

Un esempio in cui la mancata, o anche imperfetta, manutenzione fa decadere sia gli obblighi di garanzia del Gestore di Garanzia Convenzionale, sia gli obblighi del venditore.

Prendiamo il caso precedente, ma ipotizziamo che, invece di rompersi l’alternatore, il veicolo abbia problemi al motore. La sentenza dell’officina è impietosa, c’è da revisionare l’intero motore: la presenza di smeriglio metallico nell’olio è prodromico alla fusione delle bronzine.

La posizione del gestore di Garanzia Convenzionale è la stessa dell’esempio precedente: le condizioni sono chiare, nessuna manutenzione implica nessun intervento di riparazione.

Il venditore, al contrario dell’esempio precedente, può ben seguire la posizione del gestore di garanzia perché il guasto è tecnicamente correlato alla condotta del proprietario.

Abbiamo visto con questi due esempi come, a parità di premesse, le implicazioni di una mancata o incorretta manutenzione sono diverse sia sui certuni piani di garanzia (legale e convenzionale) sia in base al tipo di guasto che si manifesta. Tu hai esperienze simili su questi punti?

Giuseppe Corrado

Tecnico per vocazione e formazione. Sono ormai 20 anni che, nell'universo dell'Automotive, mi occupo di Authority nel processo di gestione delle garanzie. Spesso sono in giro nei tribunali per consulenze in favore di rivenditori, gestori di garanzia, rettificatori, consumatori nelle controversie in tema di garanzia.

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