Auto a metano: cos’è e quando conviene

L'auto a metano può rappresentare una valida alternativa ai carburanti tradizionali, permette di risparmiare carburante e di tagliare in maniera decisa le emissioni nocive.

L’auto a metano è una delle possibili alternative ai carburanti tradizionali. Inoltre promette forti risparmi e un maggior rispetto per l’ambiente. Detta così sembra una promessa allettante. Una promessa che nel 2016 ha fatto breccia nella testa e nel portafogli di 37.897 automobilisti italiani, il 2,08 del totale delle auto vendute lo scorso anno.

L’alimentazione a metano non va confusa con quella a GPL, anche se entrambe vengono indicate come auto a gas. Il metano (CH4) è il gas naturale che usiamo nella maggior parte delle case per riscaldarci e cucinare. Viene estratto da pozzi naturali senza bisogno di essere raffinato, non contiene zolfo, composti di piombo e idrocarburi aromatici.

Il GPL, invece, è un gas derivato dalla lavorazione del petrolio, una miscela di combustibili – principalmente propano e butano – sottoprodotti del processo di raffinazione del petrolio greggio. Può essere estratto come gas naturale.

Auto a metano: 10 anni di mercato

Vedremo il funzionamento di un’auto a metano e cercheremo di capirne le caratteristiche. Prima però voglio fermarmi sulla tabella, elaborata da UNRAE, che riassume le immatricolazioni di auto nuove in Italia. La parte superiore ci suggerisce le auto immatricolate per alimentazione, la seconda ci restituisce il dato in percentuale rispetto al totale. Il dato che interessa è quello relativo alle auto benzina + metano.

auto a metano

Le venite della vetture a metano.

Va detto che la crisi economica ha colpito duro il mercato automobilistico, in particolare nel periodo 2010-2014, comportando un crollo del mercato nel 2013 di quasi il 50% rispetto al 2007. Però, come puoi vedere nella seconda parte della tabella, il metano ha perso quote di mercato rispetto alle altre alimentazioni. In due anni, dal 2014 al 2016 la percentuale si è dimezzata, passando dal 4,45% al 2,08%.

Tutto questo nonostante un mercato auto in decisa ripresa. La riduzione della quota di auto a metano, dopo il 2009, può essere spiegato con la fine del generoso contributo statale (3.500 euro). Che è stato erogato fino al 31/12/2009 per chi acquistava un’auto di questo tipo. Ma le oscillazioni degli ultimi anni sono legate alle campagne commerciali.

Per approfondire: meglio auto diesel o a benzina?

Cos’è e come funziona un’auto a metano

Un’auto a metano è una vettura con doppia alimentazione: benzina più gas naturale. Si tratta di una scelta obbligata, dal momento che il metano ha una resa molto scarsa con il motore freddo e non è in grado di lubrificare adeguatamente la camera di combustione. La benzina, invece, non da problemi e agisce anche da lubrificante.

Per ragioni fiscali, alcune auto a metano hanno un serbatoio della benzina di dimensioni ridotte. Questa è una soluzione che permette uno sconto sulla tassa di proprietà concesso solo se l’autonomia a metano è inferiore a quella a benzina.

Il funzionamento dell’auto a metano

Un’auto a metano nasce da una vettura a benzina sulla quale viene installato un kit composto da un serbatoio, un riduttore di pressione e un dosatore-distributore. A sovrintendere l’impianto c’è una centralina elettronica che dialoga con gli altri sistemi.

Il serbatoio è una bombola realizzata in acciaio a elevata resistenza, collocata o nel bagagliaio dell’automobile o sotto i sedili posteriori. La bombola è progettata per resistere a pressioni doppie rispetto a quelle con cui viene riempita. Inoltre ha una valvola di protezione per stress derivati da eventuali incendi. In caso di tamponamenti la struttura resistente ne garantisce la sicurezza di cose e persone nei dintorni.

Il riduttore di pressione del gas metano porta i 220 bar della bombola a una pressione inferiore a 1 bar. Questa riduzione avviene con lo scambio termico tra gas metano e il fluido refrigerante del motore, impedendo il congelamento del riduttore di pressione.

come funziona auto a metano

Schema impianto metano Landi Renzo

Dopo il passaggio nel riduttore di pressione il metano passa nel dosatore-distributore. Questo componente è comandato dalla centralina elettronica e ha scopo di regolare l’alimentazione, determinando istante per istante la miscela ottimale fra combustibile e aria proveniente dai condotti di aspirazione di ciascun cilindro.

L’importanza del commutatore

Altro componente fondamentale è il commutatore installato nell’abitacolo e collegato alla centralina che gestisce l’impianto a gas. Questo elemento consente di visualizzare la quantità di metano presente nel serbatoio e di commutare l’alimentazione dell’autovettura da benzina a metano e viceversa. Quest’ultima operazione avviene automaticamente, rendendo possibili gli avviamenti a freddo utilizzando la benzina. Per poi passare al metano una volta raggiunta la giusta temperatura del motore.

In sintesi, quando avvii il motore di un’auto a metano questa partirà a benzina e passerà a metano al momento giusto. Periodicamente la centralina elettronica comanda delle iniezioni di benzina per lubrificare il motore. Se dovesse esaurirsi il metano provvede a commutare l’alimentazione in modalità benzina.

5 vantaggi dell’auto a metano

Ora che hai capito cosa si intende per auto a metano e come funziona, vediamo 5 benefici che puoi ottenere scegliendo un’auto di questo tipo. In questo modo puoi valutare facilmente, almeno in teoria, la possibilità di acquistare una vettura del genere.

Basso costo del carburante

Il gas metano ha un costo d’acquisto molto favorevole, viene calcolato in kg (anziché il litri come le altre tipologie di carburanti) e, attualmente, il prezzo è di circa 0,95 euro/kg.

La differenza di unità di misura rende obbligatorio fare un confronto in termini economici: in media, percorrere un km a metano costa circa il 60% in meno rispetto alla benzina. Per esempio, un’auto di ultima generazione, con meno di 15 € viaggia per circa 400 km.

Minori emissioni di particolato e CO2

La combustione del metano genera il 20% in meno di CO2 rispetto alla benzina. È esente da particolato (PM10) e da black carbon (PM2,5), piombo e idrocarburi policiclici aromatici. Questo processo ha concentrazioni di ossidi di azoto (NOx) inferiori del 72% rispetto alla benzina e del 95% rispetto a una a gasolio. Un’auto a metano è già molto al di sotto dei i limiti di emissione Euro 6. Una buona notizia, non credi?

Parcheggi dove vuoi

Ecco la buona notizia per le city car. Il metano non è soggetto a limitazioni di parcheggio di nessun tipo (lo sancisce uno speciale decreto ministeriale). Il Gpl, invece, limita l’auto al parcheggio esterno o al primo piano sotterraneo dei garage.

Questa discriminante deriva dalla differenza tra i due gas a pressione ambientale. Il metano è allo stato gassoso, si disperde facilmente evitando concentrazioni e rischi di incendio. Il GPL, invece, è allo stato liquido e può concentrarsi e incendiarsi.

Non si pagano le pollution charge

Nelle città dove esistono zone a traffico limitato (ZTL) in virtù di politiche antinquinamento, il metano può, salvo eccezioni stabilite dal Comune, circolare liberamente senza pagare alcuna tassa. Alcuni Comuni permettono alle auto a metano di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu.

Spesso ci sono gli incentivi fiscali

Alcune amministrazioni regionali hanno varato degli incentivi fiscali molto interessanti. Si va dall’esenzione totale del bollo, se l’autonomia a metano è superiore di quella a benzina per alcune regioni, all’esenzione per i primi tre anni (poi diventa riduzione).

Da leggere: le auto più economiche del 2017

5 svantaggi dell’auto a metano

Come sempre, per valutare obiettivamente e fare una scelta consapevole è necessario che tu prenda in considerazione anche gli svantaggi di un’auto a metano. Vediamoli insieme.

Peso elevato dell’impianto

Il kit installato sulle autovetture a benzina e metano ha un peso non trascurabile, nell’ordine dei 60/70 kg a seconda della capienza del serbatoio, che pesa più di quello per GPL dal momento che deve resistere a pressioni superiori alle 200 atmosfere.

In alcuni casi questo aumento di massa comporta la riduzione di un posto, soprattutto su vetture più piccole, così il peso massimo a pieno carico rimane nei limiti previsti.

Riduzione dello spazio disponibile

Oltre ad avere un peso elevato, l’impianto a metano ha anche un ingombro considerevole. In genere, il serbatoio del metano viene alloggiato nel portabagagli dell’auto, portando ad una riduzione dello spazio disponibile per i bagagli. Soluzioni più recenti hanno permesso di installare le bombole nel telaio della vettura sotto i sedili posteriori. Soluzione che – in qualche caso – ha comportato la riduzione dello spazio nell’abitacolo.

Manutenzione supplementare

Per quanto riguarda la manutenzione programmata, i serbatoi di metano devono essere sottoposti ogni cinque anni (rispetto alla data stampata sulle bombole) al collaudo presso la G.F.B.M. Ovvero Gestione Fondo Bombole Gas Naturale. L’operazione di collaudo è gratuita, ma resta a carico dell’utente lo smontaggio e il montaggio.

Inoltre, alcuni impianti montano un filtro del metano che va sostituito in occasione dei tagliandi periodici. E occhio alla candele: sulle auto a metano tendono a rovinarsi più in fretta provocando problemi anche all’impianto stesso. Meglio cambiarle più spesso.

Limitazioni sui traghetti

Non esiste una regolamentazione per l’imbarco delle auto a metano sulle navi, alcune compagnie potrebbero imporre delle limitazioni. Per questa ragione è obbligatorio dichiarare il tipo di alimentazione della vettura da imbarcare. Nessun problema, come già detto, per l’accesso ai parcheggi. Inclusi quelli sotterranei, nelle gallerie e nei trafori.

Sensibile riduzione delle prestazioni

L’alimentazione a metano comporta un sensibile calo delle prestazioni, generalmente comprese tra il 10% e il 15% della coppia massima. Questo perché il metano ha bisogno di un un rapporto di compressione più elevato rispetto alla benzina, ma siccome le auto a metano sono derivate direttamente dalle equivalenti a benzina il motore rimane invariato, comportando un calo di coppia motore.

Qualche passo avanti è stato fatto con l’introduzione dei motori turbobenzina, con un rapporto di compressione più elevato dei motori aspirati per sfruttare meglio il metano.

La rete di distribuzione

Un aspetto fondamentale che devi tenere bene a mente se stai pensando di acquistare un’auto a metano è la diffusione della rete di distribuzione. Già, perché rimanere a secco di gas ed essere costretto ad usare la benzina vanificherebbe i vantaggi del metano.

Al momento, in Italia sono 1.201 gli impianti operativi (prima rete in Europa per estensione), mentre 200 sono quelli non attivi (alcuni in allestimento).

diffusione distributori per auto a metano

La copertura è abbastanza eterogenea, abbiamo regioni decisamente ben servite come l’Emilia Romagna (173 impianti attivi), la Lombardia (147 impianti) e il Veneto (128 impianti) a cui fanno da contraltare regioni dove è decisamente più difficile rifornirsi di metano, come la Valle d’Aosta (2 impianti), il Molise (3 impianti) e il Friuli Venezia Giulia (4 impianti).

Se scegli un’auto a metano ti consiglio di pianificare attentamente il percorso prima di partire per lunghi viaggi, individuando preventivamente i distributori di metano (trovi la mappa completa sul sito di Federmetano). Ricorda che la diffusione del metano negli impianti autostradali non è ancora ottimale (24 impianti attivi) e che la Sardegna non dispone di alcun distributore di metano. In Italia non è previsto il self service, per cui verifica gli orari di apertura e chiusura dei distributori.

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Auto a metano: quando conviene

L’auto a metano conviene? Come abbiamo visto fin qui, il gas naturale ho un costo inferiore rispetto al benzina, gasolio e GPL, se consideriamo un utilizzo dell’auto compreso tra i 20.000 e i 30.000 km annui il risparmio che potresti ottenere è di circa il 60% rispetto alla benzina, del 40% rispetto al diesel e del 20% rispetto al GPL.

Per percorrenze inferiori ai 12.000 km annui queste differenze si assottigliano molto, tendendo ad annullarsi al diminuire della percorrenza annua.

Il costo dell’impianto a metano

Per valutare l’effettiva convenienza di un’auto a metano c’è da considerare il costo dell’impianto. Su un’auto nuova, a parità di allestimento, la differenza di listino è del 17% in più rispetto ad un benzina, del 12% rispetto ad un GPL e quasi nulla rispetto ad una motorizzazione diesel.

Se, invece, vuoi installare un impianto a metano sulla tua auto a benzina devi mettere in conto circa 1.500/200 euro a seconda del tipo di kit.

La convenienza ambientale

Le auto a metano hanno emissioni di CO2 decisamente più basse rispetto ai carburanti tradizionali. Per i gas effetto serra le vetture a metano emettono meno anidride carbonica rispetto a quelle a benzina, almeno il 20% in meno e sono assenti gli idrocarburi policiclici, che potrebbero essere cancerosi e lo zolfo.

Inoltre, gli impianti di estrazione del metano non sono a rischio di inquinamento ambientale in caso di perdite e il metano raggiunge i distributori correndo nei gasdotti anziché nei camion cisterna. Quindi, possiamo dire che se scegli un’auto a metano contribuisci a sporcare meno l’ambiente, oltre ad avere un tornaconto economico.

Da leggere: come scegliere l’auto elettrica

Auto a metano: la tua opinione

Con questo articolo ho voluto spiegarti come funziona un’auto a metano e illustrarti le caratteristiche essenziali. Come hai visto, ci sono vantaggi e svantaggi che pesano sulla reale convenienza in base all’utilizzo che fai dell’automobile. Compreresti un’auto a metano? Hai già acquistato una vettura del genere ed hai maturato una tua idea sul tema? Scrivicelo nei commenti.

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Andrea Tartaglia

Già in tenera età riconoscevo un'auto dal suono del motore. Con il tempo ho coronato il mio sogno: lavorare nel mondo dell'Auto, ne ho vendute talmente tante che credo di aver perso il conto. Oggi invece scrivo, coltivando così le altre mie passioni: la Scrittura e il Digital.

2 Comments

  1. Prima di scegliere un’auto a metano bisogna stare molto attenti alla presenza di distributori lungo i percorsi abituali. In genere con un pieno si fanno tra i 250 ed i 350 Km per cui se bisogna allungarsi di 15-20 Km per fare metano i vantaggi economici decadono e la perdita di tempo diventa notevole.

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