Autovelox in città: tutto quello che devi sapere

Per aumentare la sicurezza nei centri urbani viene autorizzato l'uso dell'autovelox. Norma giusta ma che ha bisogno di alcuni paletti.

Gli autovelox in città non sono più un tabù: il decreto semplificazioni ha introdotto una serie di modifiche che riguardano il Codice della Strada. Una delle quali prevede la possibilità di installare sistemi di rilevazione della velocità all’interno dei centri urbani.

Una mossa che ha sollevato molte critiche, dal momento che vengono trattati – e approvati – in maniera non organica e senza un’adeguata discussione diversi temi che regolano la circolazione stradale. Come l’autovelox nei centri abitati, la possibilità per i netturbini di elevare contravvenzioni, il doppio senso ciclabile e gli scooter a tre ruote in autostrada.

Autovelox in città: come funziona

Tra le varie misure introdotte dal decreto semplificazioni a parziale modifica del Codice della Strada, quella più dibattuta è relativa all’uso dell’autovelox in città. Nel dettaglio, via libera al rilevamento della velocità istantanea anche su strade urbane diverse dai viali a carreggiate separate, in deroga al decreto legge n° 121/02 convertito dalla legge n° 168/02.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono impiegare od installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento.

La norma abolita consentiva gli autovelox fissi solo su autostrade, strade extraurbane principali e, previo decreto del Prefetto, anche sulle strade extraurbane secondarie (dove il limite è di solito di 90 km/h) e sulle strade urbane di scorrimento (70 km/h).

Lo scopo: limitare la velocità degli autoveicoli anche sulle strade secondarie, a tutela della sicurezza e in particolare di quella dell’utenza debole. Ovvero pedoni e ciclisti. Una scelta che necessita di approfondimenti per evitare criticità collegate a questi punti.

Da leggere: come funziona l’autovelox

Sì alla sicurezza, no al fare cassa

La principale obiezione contro l’installazione degli autovelox in città riguarda i criteri operativi. La necessità di sanzionare chi viaggia oltre i limiti è ovvia, ma l’autovelox dovrebbe essere un deterrente e in quanto tale essere sempre ben visibile.

L’esatto contrario di ciò che accade, spesso, sulle strade extra-urbane e su quelle urbane ad alto scorrimento: apparati di rilevazione della velocità nascosti o posti al termine di tratti in discesa e cartelli – obbligatori per legge – posizionati in maniera poco visibile. Sono furbizie dettate più dalla necessità di fare cassa da parte delle amministrazioni locali.

Consumatori: norma ok se…

Sulla possibilità di istallare autovelox in città – anche su strade secondarie – si sono fatte sentire le associazioni dei consumatori. In particolare, per l’Unione nazionale consumatori:

La modifica va bene, ma a patto che sia il Prefetto a fissare il limite di velocità e abbia la responsabilità di decidere l’esatta posizione e non il semplice km della postazione di controllo.

Consumatori.it

Spesso – secondo l’Associazione – accade che l’autovelox sia piazzato dalla polizia locale in modo nascosto, subito dopo una curva e non correttamente segnalato e visibile come prevede il Cds. Perplessità sollevate anche nel caso del rilevamento della velocità fuori dal contesto urbano, e non è difficile arrivare a contestare multe dell’autovelox.

Da leggere: dove sono i Tutor in autostrada?

Autovelox in città: la tua opinione

Come abbiamo visto, presto potremmo incappare in un autovelox anche percorrendo una qualunque strada cittadina, potremmo trovarlo anche sotto casa. La norma ha una sua ragione di esistere, ma la sua applicazione necessità di alcuni punti fermi per non apparire una mera manovra economica. Tu cosa ne pensi? Hai bisogno di chiarimenti?

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About the Author

Andrea Tartaglia

Giornalista & blogger specializzato in Automotive. Già in tenera età riconoscevo un'auto dal suono del motore. Con il tempo ho coronato il mio sogno: lavorare nel mondo dell'Auto, ne ho vendute talmente tante che credo di aver perso il conto. Oggi invece scrivo, coltivando così le altre mie passioni: la Scrittura e il Digital.

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