Guasto elettrico e garanzia del costruttore

Cosa accade quando si presenta un guasto elettrico alla propria auto se è ancora in garanzia? Ecco alcuni casi concreti da analizzare con cura per avere il polso della situazione.

L’elettronica ha invaso tutti i componenti dell’automobile, dai fari alla gestione del comfort, dal motore al cambio, dagli specchietti retrovisori ai sensori di pressione negli pneumatici. Quindi è facile dover affrontare un guasto elettrico dell’auto anche in garanzia.

Cosa accade, quindi in caso di guasto elettrico dell’auto? Siamo in presenza della rottura di un componente inserito all’interno di un sistema complesso quale è l’automobile. 

Esempio: guasto elettrico auto appena acquistata

Il Sig. G. compra una BMW usata. Il veicolo, una 218 150 CV a gasolio, super-accessoriata, è praticamente nuova. Perché immatricolata per la prima volta poco meno di un anno fa.

Perfetta in ogni dettaglio, si sente ancora l’odore del nuovo entrando nell’abitacolo (il primo proprietario non era, evidentemente, un fumatore). Alle spalle soli 19.000 km.

L’autosalone che gliel’ha venduta, con il massimo dello scrupolo, qualche giorno prima di consegnargliela, ha anche fatto fare un tagliando in una officina autorizzata BMW (il primo). Poiché il veicolo è stato importato dalla Germania, l’ha anche equipaggiata del libretto di uso e manutenzione nella versione italiana, acquistandolo per l’occasione

Nel prezzo di vendita è compreso un anno di Garanzia Convenzionale a partire dallo scadere dei due anni dalla prima immatricolazione e dalla garanzia del Costruttore.

Trascorsi i primi 4 mesi e percorsi all’incirca 7000 km, sul quadro strumenti si accende la spia motore e compare sul computer di bordo l’invito a ricoverare il veicolo in officina. 

Il Sig. G. si precipita presso il Concessionario BMW più vicino e lì, con sua somma sorpresa, condita con un certo disappunto, gli viene preventivata la somma di circa quattrocento euro per la sostituzione del pedale dell’acceleratore. Ma il veicolo non era in garanzia? 

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Le cause del guasto elettrico auto e la sua natura

Il malfunzionamento di un componente elettronico è in genere riconducibile a fenomeni quali la rottura delle giunzioni a filo tra i circuiti integrati e i relativi supporti, la delaminazione dei circuiti stampati, la fessurazione dei condensatori, il danneggiamento del circuito stampato, la rottura delle saldature, ecc. (Fonte dei dati: ANSYS).

Le cause a cui sono ascrivibili i guasti di natura elettronica sono in primo luogo gli stress termici a cui sono sottoposti i componenti. Ma, in molti casi, il malfunzionamento elettrico è legato a più fattori. Non essendo trascurabili neppure i contributi infelici di:

  • Sollecitazioni meccaniche.
  • Fenomeni chimici.
  • Accumulo di inquinanti.
  • Sovraccarichi elettrici.
  • Ingresso di liquidi.

Senza addentrarci troppo in tecnicismi ingegneristici, possiamo considerare questi degli acceleratori del processo di naturale rottura del componente elettronico. Sono altre circostanze (spesso facilmente individuabili) che determinano la rottura dell’elettronica.

Le classi di cause dei guasti elettrici delle auto

Gli stress termici, intesi sia come temperature operative che come passaggi freddo-caldo-freddo, si hanno già per il solo normale funzionamento delle parti elettroniche che si riscaldano per il passaggio di corrente (effetto Joule), a ciò vanno aggiunti gli stress termici.

Questi sono derivanti dalle temperature dell’ambiente circostante. Si pensi a quello che succede in inverno o all’interno del vano motore o nell’abitacolo dopo averlo lasciato per molte ore parcheggiato sotto il sole, sparando poi magari l’aria condizionata al massimo.

Già in fase di progettazione dell’auto si pensa a massimizzare la dissipazione del calore tramite l’uso di opportune paste, resine di incapsulamento e materiali siliconici

La formazione, nel tempo, di bolle di aria tra i componenti elettronici e tali materiali di isolamento/protezione è motivo di innalzamento della resistività termica e del conseguente stress sul componente stesso fino al sopraggiungere della rottura. 

Le sollecitazioni meccaniche, se si escludono gli urti, derivano dalla trasmissione di vibrazioni (e queste non mancano mai in auto) e quindi di carichi variabili ripetuti nel tempo. I più curiosi, per gli approfondimenti, vedano gli studi sul danno a fatica.

I fenomeni chimici nemici dell’affidabilità della componentistica elettronica sono quelli legati alla ossidoriduzione elettrolitica dei metalli per la presenza di correnti galvaniche nell’impianto dovute all’accoppiamento di metalli dal differente potenziale elettrico.

O, peggio, per la presenza di correnti vaganti. Anche qui rimando alla sterminata letteratura tecnica al riguardo perché in questa sede non è possibile sviscerare tutto.  

L’accumulo di inquinanti (polvere, vapori di olio, salsedine, condense all’interno dell’involucro dei componenti elettronici) può provocare la rottura del dielettrico

I sovraccarichi elettrici sono tipicamente riconducibili a malfunzionamento del sistema di ricarica (alternatore, batteria ecc.), mentre l’ingresso di liquidi è dovuto a circostanze accidentali quali la rottura di tubi, la perdita da guarnizioni, la ostruzione dei condotti di drenaggio dell’acqua piovana, il sollevamento dell’acqua dal fondo stradale ecc. 

Per approfondire: come funziona la garanzia sulle auto usate

Cosa esclude le responsabilità legali del venditore?

Orbene: escludiamo le ultime due classi di cause di guasto che hanno effetti immediati e che hanno origine, guarda il caso, all’esterno del componente stesso (non sono guasti intrinseci del componente in esame). Cosa c’è di interessante c’è da osservare ai fini dell’inquadramento delle problematiche di garanzia è che le prime quattro classi di cause?

Sono quelle che determinano una rottura spontanea (intrinseca/autonoma) del componente da sostituire, hanno natura cumulativa. Vale a dire che la manifestazione del danno che da queste sollecitazioni deriva è l’effetto dell’accumularsi di tanti microscopici danni che si sommano e si combinano tra di loro. In altre parole?

Tali sollecitazioni hanno effetto con il passare del tempo e con l’uso del veicolo. Circostanze che, secondo il Codice del Consumo, escludono le responsabilità legali del venditore.

La qualità dell’elettronica nel settore automotive

Nel campo automotive, dove si risponde ad una logica consumer, lo screening di componenti e schede elettroniche in fase di produzione nonché lo studio della fisica dei guasti in fase di progettazione, per questioni legate ai bassi costi di riparazione da sostenere in caso di guasto durante l’esercizio, sono attività relativamente marginali. Soprattutto rispetto a quello che succede per le applicazioni militari e spaziali.

Per i motivi appena esposti la qualità dell’elettronica degli autoveicoli è assai bassa, e quindi, miei cari consumatori, quando siamo al volante delle nostre automobili, se escludiamo gli apparati che riguardano la sicurezza, siamo anche un po’ in balia del caso.

I costruttori limitano la loro responsabilità kasco (qualsiasi cosa succeda) ai primi due anni. Per i casi di estensione della garanzia del costruttore agli anni successivi recuperano i costi degli interventi in garanzia dagli introiti derivanti dalla manutenzione ordinaria.

Che è obbligatorio fare presso le officine della propria rete. Il Regolamento UE 1400/2002, detto anche Direttiva Monti, che ancora non è entrato largamente nei costumi degli europei, è applicabile solo alla garanzia legale nei primi 2 anni. Dopo, tranne gli sparuti casi di correntezza commerciale anche i costruttori più blasonati non vogliono saperne nulla.

Guasto elettrico auto: nasce una domanda

Perché ci dovremmo impegnare noi a dare, senza nulla in cambio, solo perché abbiamo ri-venduto un autoveicolo, una “garanzia di buon funzionamento” (che non è sancita da nessuna parte), lì dove la casa madre dà picche, magari già da qualche anno?

Perché dovremmo dare per legge una garanzia di buon funzionamento quando l’autoveicolo che vendiamo può avere un guasto elettronico così come lo possono normalmente avere gli altri esemplari in circolazione? Avete ragione.

motore auto

Il livello di affidabilità dell’elettronica nel campo automotive è, dicevamo, per questioni puramente economiche, abbastanza basso e molto viene lasciato al caso.

Non bisogna aspettarsi che la vita utile sia la stessa di quella dei vecchi apparati meccanici quali il motore, sviluppato per più di un secolo, dimensionato a vita infinita e progettato per durare 360.000 km, che pure ha bisogno di una regolare manutenzione. 

Data la bassa affidabilità della componentistica elettronica, è ragionevole pensare che l’insieme dei guasti dovuti a difetti di costruzione del singolo esemplare, che non dimostra avere le qualità degli altri esemplari della stessa serie, si manifesti nei primi due e fino ai cinque anni di vita, superati i quali è possibile parlare di: 

  1. Guasto accidentale non prevedibile dovuto alla combinazione di sollecitazioni.
  2. Difetto di progettazione
  3. Guasto dovuto ad invecchiamento/usura.

Tutti casi che non competono, quindi, ai rivenditori. Ma di ciò devono necessariamente essere informati gli acquirenti consumatori con una dichiarazione di conformità.

Aspetti legali della garanzia del costruttore

Il caso del Sig. G. rientra chiaramente nei casi di difetto di costruzione/mortalità infantile essendo passato poco più di un anno dalla prima immatricolazione e, al di là di quali possano essere gli aspetti tecnici, è comprensibile e ragionevole la sua aspettativa di vedersi riconoscere la riparazione a totale carico del concessionario BMW di zona.

La legge, però, non dà ragione al Sig. G. Nel caso di acquirente consumatore, non esiste nessuna legge che vincola il Costruttore (nel caso del nostro Sig. G. la Bayerische Motoren Werke AG) a riconoscere la garanzia all’acquirente. Cosa significa questo?

Non esiste la garanzia del Costruttore, questo vale in generale per qualsiasi bene di consumo). Il consumatore non ha titolo di bussare alla porta del Costruttore. 

La regola aurea da tenere a mente è questa: “gli obblighi di garanzia seguono la fattura di vendita (o di prestazione)”. Colui che emette fattura è tenuto a rispondere della garanzia.

Tale regola non è entrata nell’uso comune perché le case costruttrici hanno ormai automatizzato i processi di riconoscimento della garanzia. Per cui, nei fatti, un guasto che si manifesta nei primi due anni di vita del veicolo viene riparato gratuitamente al cliente finale in una qualsiasi delle officine autorizzate. Non necessariamente in quella del venditore concessionario). Viene, cioè, saltata a piè pari quasi tutta la catena distributiva. 

Gli obblighi di garanzia seguono la fattura. Al Sig. G. è stata negata la garanzia sul veicolo nuovo, intendendosi per tale un’auto con meno di 2 anni dalla prima immatricolazione.

Questo perché è stato importato dall’estero da autosaloni generici: BMW Italia S.p.A. ha titolo di negare, tramite la propria rete di officine autorizzate (in Italia), l’intervento in garanzia sulla BMW immatricolata da meno di due anni. E importata dall’estero dal rivenditore “di fiducia” del Sig. G. Il telaio del veicolo del Sig. G, pur essendo a tutti gli effetti una BMW, non è tra quelli che è passato dalla catena distributiva di BMW Italia S.p.a.

Per approfondire: cosa copre la garanzia auto usata? [Infografica]

Come risolvere il guasto elettrico auto

Il Sig. G. deve rivolgersi a chi gliel’ha venduta. È direttamente e unicamente il venditore che risponde della garanzia, salvo potersi poi rivalere a monte sulla catena distributiva e, quindi, in ultima analisi, sul produttore del veicolo (art. 131 del Codice del Consumo).

About the Author

Giuseppe Corrado

Tecnico per vocazione e formazione. Sono ormai 20 anni che, nell'universo dell'Automotive, mi occupo di Authority nel processo di gestione delle garanzie. Spesso sono in giro nei tribunali per consulenze in favore di rivenditori, gestori di garanzia, rettificatori, consumatori nelle controversie in tema di garanzia.

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