
Le strisce del parcheggio hanno diversi colori: quelle blu sono per la sosta a pagamento, le bianche si possono occupare gratuitamente ma con limiti di tempo. Le strisce gialle, invece, sono riservate a determinate categorie o attività come il carico e scarico merci.
Sulle strade italiane puoi trovare una serie di strisce per il parcheggio della tua auto. Sono delle soluzioni utili per capire come lasciare la tua auto ed evitare multe per il divieto di sosta. Queste indicazioni, in sintesi, ti consentono di lasciare la vettura in sicurezza e rispettare la legge.
Le strisce per il parcheggio sono linee colorate sull’asfalto. Questi elementi grafici indicano gli spazi dove puoi (o non puoi) parcheggiare l’auto: servono a ottimizzare gli spazi e a evitare il caos di una situazione nella quale ogni automobilista pensa di poter parcheggiare liberamente.
Questo sistema è utile per dare agli automobilisti dei riferimenti chiari. Ma per evitare multe e sanzioni bisogna sempre conoscere i vari codici cromatici. Cosa significa il parcheggio sulle strisce blu o su quelle bianche? Ci sono altri colori da conoscere? Qui hai quello che serve.
Il ruolo del comune per delineare le regole
La base per gestire le strisce blu, bianche, gialle e rosa è quella definita dal Dispositivo dell’art. 7 Codice della strada ma è anche vero che ai comuni è data grande autonomia per gestire questi elementi che chiaramente sono fondamentali sia per il tenore di vita degli abitanti che delle casse. Ecco perché è importante verificare le regole valide per i singoli comuni.
Quali tipologie di parcheggi esistono?
Le aree di parcheggio pubbliche, chiamati stalli, sono generalmente indicati dalla segnaletica orizzontale, le cosiddette strisce. Le prescrizioni in materia sono contenute nell’Art. 40 del Codice della Strada, che sottolinea con precisione:
“La delimitazione degli stalli di sosta è effettuata mediante il tracciamento sulla pavimentazione di strisce della larghezza di 12 cm formanti un rettangolo, oppure con strisce di delimitazione ad L o a T, indicanti l’inizio, la fine o la suddivisione degli stalli entro i quali dovrà essere parcheggiato il veicolo”.
Il Codice impone di delimitare con le apposite strisce gli stalli posti a spina di pesce (inclinati di 45° rispetto alla strada) e quelli a pettine (posti a 90°). Non è obbligatorio delimitare gli stalli posti longitudinalmente alla corsia, anche se il C.d.S. lo consiglia. Per quanto riguarda le tipologie di strisce, e quindi di parcheggi, il Codice ne identifica tre:
- Bianche: indicano stalli di sosta non a pagamento.
- Blu: indicano stalli di sosta a pagamento.
- Gialle: indicano stalli di sosta riservati.
Strisce bianche, parcheggio gratis
Iniziamo dalla soluzione più conveniente. In linea di massima, le strisce bianche sono sinonimo di parcheggio gratuito. Quindi, quando vedi questi rettangoli sul manto stradale vuol dire che puoi parcheggiare l’auto senza pagare il famoso grattino o altre soluzioni del Comune.
Chiaramente, come puoi ben immaginare, le strisce bianche sono una rarità: difficile trovarle (soprattutto libere) ma anche per questo molte amministrazioni impongono dei limiti orari.
Non puoi occupare le strisce bianche all’infinito ma solo per un certo periodo di tempo indicato dalla segnaletica con il simbolo di un disco orario sul cruscotto. Inoltre, alcune strisce bianche possono essere riservate ai residenti. Prima di parcheggiare consulta la segnaletica verticale.
Da leggere: come fare parcheggio a L in retromarcia
Strisce blu a pagamento
L’opposto delle soluzioni bianche: le strisce blu per il parcheggio impongono un obolo da parte dell’automobilista. In sintesi, bisogna pagare un prezzo orario per poter sostare in quel posto.
Il prezzo è imposto dal Comune e ci sono diversi metodi di pagamento. In alcuni casi abbiamo il classico dispositivo di controllo (parchimetro) che ti permette di pagare e ricevere lo scontrino da mettere in evidenza sul cruscotto. In altri si prevede l’uso dei tagliandi gratta e sosta da acquistare presso edicole e tabaccai abilitati. In assenza di queste soluzioni scatta la multa.
Molto comoda l’opzione app come Telepass Pay o EasyPark che ti consente di pagare le strisce blu dallo smartphone anche da remoto, in alcuni comuni inoltre è attivo il sistema di pagamento tramite SMS. Ora mi dirai: perché il comune non usa solo strisce blu per fare cassa?
Non può, deve esserci una giusta proporzione tra strisce bianche e blu anche se non esistono delle norme ben precise che regolano questo punto. E nei centri storici non c’è neanche l’obbligo di istituire delle strisce bianche per il parcheggio gratuito, come ricorda la Cassazione.
Come pagare il parcheggio sulle strisce blu?
Bene, abbiamo visto che esistono delle aree nelle quali il parcheggio è a pagamento. Vediamo allora come pagare la sosta della tua automobile quando ti trovi sulle strisce blu.
La maggior parte dei Comuni italiani utilizza i parcometri. Si tratta di macchinette elettroniche poste vicino alle aree di parcheggio a pagamento, che incassano la somma dovuta per la sosta a tempo di un veicolo ed emettono un tagliando.
Esponi sempre in maniera visibile il tagliandino, di modo che l’agente di Polizia Locale o l’ausiliare incaricato possano verificare l’avvenuto pagamento e la legittimità a sostare in quella determinata area con quella determinata auto. Sì perché ora è obbligatorio inserire la targa dell’auto, che viene stampata sul tagliandino (che non è cedibile).
Puoi anche pagare la sosta con i Gratta e Sosta, tagliandi pre-pagati da grattare ed esporre sul parabrezza. Puoi trovarli nelle edicole o nelle tabaccherie. Oppure, sottoscrivere un abbonamento mensile che ti permette di parcheggiare senza limiti
App per pagare la sosta dal tuo smartphone
A volte può capitare di doversi fermare in una zona con sosta a pagamento e di non avere monete nel portafogli. Esistono però delle App che ti permettono di pagare la sosta tramite smartphone e parcheggiare tranquillo. Tra le varie applicazioni per pagare la sosta a pagamento, le più utilizzate sono:
EasyPark
Disponibile in oltre 250 città italiane e in 12 paesi europei, permette di risparmiare tempo e denaro pagando solo la sosta effettiva, con la possibilità di prolungarla se il tempo a disposizione sta esaurendo.
myCicero
Un servizio che non solo permette di risparmiare sul parcheggio pagando i minuti di sosta effettiva, ma che consente anche di pianificare il proprio spostamento offrendo soluzioni integrate con treno, bus e metro.
Phonzie
Che si propone come guida ai negozi, alle promozioni. Inoltre, tra le sue funzionalità offre la possibilità di pagare il parcheggio e comprare i biglietti del bus.
Sanzioni sulle strisce blu
Se vieni beccato a parcheggiare sulle strisce blu sprovvisto di ticket, Gratta e Sosta o abbonamento vieni sanzionato. L’articolo 157, comma 6, secondo periodo, del C.d.S prevede un verbale di 41,00 Euro. La multa viene elevata a chi parcheggia senza esporre la ricevuta di pagamento e a chi – pur avendo pagato – è andato oltre la fine del periodo di sosta acquistato. Stesso discorso per chi ha un abbonamento scaduto.
Strisce gialle per utenze particolari
Passiamo a una terza categoria di strisce per il parcheggio: quelle gialle. Di solito, vengono destinate a utenze particolari come disabili, residenti in determinate zone, servizio di carico e scarico, donne in gravidanza, genitori con bambini piccoli, residenti, servizi per determinate categorie professionali e utilità del municipio. Come ad esempio la polizia locale, i vigili urbani.
Le strisce gialle devono essere affiancate da uno spazio libero necessario per consentire l’apertura dello sportello del veicolo, e la manovra di entrata/uscita. Oppure per consentire l’accesso al marciapiede. Le indicazioni vengono riportate dall’apposita segnaletica verticale e bisogna ricordare che le strisce gialle possono essere utilizzate anche per delineare le zone dei cassonetti e dei lavori.
Per la loro natura di posti riservati a categorie protette o a situazioni di emergenza, la sosta non autorizzata sulle strisce gialle comporta sanzioni più pesanti rispetto ad altre. Le multe e le sanzioni partono dalla cifra di 84,00 euro e possono arrivare alla cifra di 335,00 euro. Nella quasi totalità dei casi sarà inoltre prevista anche la rimozione forzata del mezzo.
Strisce rosa per le donne in gravidanza
L’ultimo capitolo dedicato alle strisce del parcheggio nelle aree urbane è rivolto alla presenza di una soluzione specifica: le strisce rosa riservate alle donne in dolce attesa. Che, ovviamente, hanno delle esigenze particolari e devono essere tutelate per evitare sforzi e attività faticose.
Per questo, in molti comuni si identificano e stabiliscono gli spazi per gli stalli rosa che spesso sono estesi anche ai genitori con bambini che hanno meno di due anni.








Articolo molto utile per chiarire le differenze tra le varie tipologie di strisce. Aggiungerei che spesso le strisce blu prevedono anche la possibilità di parcheggiare gratuitamente in alcune fasce orarie, quindi conviene sempre controllare i cartelli accanto. Questo dettaglio può davvero evitare multe spiacevoli agli automobilisti distratti.
Precisazione utile. Grazie.