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Tutto sulle garanzie

Problemi con il FAP/DPF, è un aspetto che riguarda la garanzia?

Problemi con il FAP/DPF, è una questione di garanzia?

La signora Giusy è l’entusiasta acquirente della sua Ford Fiesta nuova. Però ha avuto dei problemi con il FAP/DPF. Al concessionario dice, di persona e in presenza di testimoni, di volerla prendere con la motorizzazione a gasolio. Perché vuole ripetere la meravigliosa esperienza che ha avuto con la sua vecchia Ford Fiesta, anch’essa a gasolio.

Al venditore confida di volere una macchina nuova perché preferisce spostarsi in tutta sicurezza insieme ai bambini. Sebbene non debba fare molta strada visto che la usa solamente per andare a fare la spesa, portare i bimbi all’asilo, in piscina ecc.. Insomma, dice al venditore che dovrà comunque spostarsi in città per tragitti assai brevi.

Percorre i suoi primi 5000 km nell’arco dei primi 6 mesi circa. Si accende una spia sulla strumentazione di bordo. La vettura segnala di sostituire al più presto l’olio motore. 

La routine di sostituire spesso l’olio motore

Giusy porta la vettura dal concessionario. Nel prezzo di vendita era compreso il primo tagliando, il venditore si fa carico della sostituzione dell’olio. Ford prevedeva il primo tagliando dopo 20.000 chilometri, ma poco male: Giusy ha di nuovo tra le mani la sua auto perfettamente funzionante. Senza avere speso un euro. Tutti felici. 

L’auto percorre altri 5000 km (è passato un anno dalla compravendita). Si riaccende la stessa spia con la stessa segnalazione: la vettura ha bisogno di un cambio di olio motore

Questa volta la signora Giusy torna dal concessionario un po’ preoccupata. Ma viene rassicurata dal responsabile tecnico dell’officina. Perché in occasione di questo secondo tagliando (che paga la signora) hanno accertato che la macchina non ha malfunzionamenti.

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Quindi è stato anche effettuato un aggiornamento del software della centralina motore, per cui le restituiscono il veicolo dicendole che l’anomalia non si ripresenterà. 

Una lettera mandata da Ford Italia S.p.A. informa Giusy che per i veicoli con la sua motorizzazione è sarebbero necessari cambi dell’olio più frequenti di quanto non preveda la manutenzione. Il mancato intervento alla segnalazione della strumentazione di bordo, potrebbe provocare danni irreversibili al motore. Ford non potrà farsene carico.  

Trascorrono altri sei mesi e l’auto percorre altri 5000 km. Indovinate cosa succede? Esatto: si riaccende di nuovo la stessa spia e bisogna nuovamente cambiare l’olio motore.

Problemi con il FAP/DPF, aspetti tecnici

Abbiamo accennato in questo post uno dei limiti dei motori a gasolio: la velocità di combustione delle goccioline in sospensione nello spray iniettato all’interno dei cilindri. 

A differenza della benzina, che evapora pressoché totalmente, il gasolio non evapora all’interno della camera di combustione, ma è presente come aerosol. Ossia come sospensione di piccolissime goccioline liquide che hanno bisogno di tempo per bruciare. 

Il tempo a sufficienza lo si ha solo nei motori diesel delle navi, non certo nei motori diesel delle autovetture dove l’ordine di grandezza è di dieci corse al secondo. Si cerca di ovviare al problema aumentando la turbolenza all’interno delle camere di combustione ma anche:

  • Operando delle pre-iniezioni.
  • Ottimizzando il campo di temperature.
  • Alzando la pressione dell’iniezione.
  • Diminuendo il diametro dei fori dei polverizzatori.

Viene introdotto anche l’EGR con altre diavolerie. Però il processo di combustione del gasolio non si completa mai del tutto all’interno dei cilindri, soprattutto in certe condizioni di carico, e questo è il principale fattore che porta alla formazione di particolato nei gas.

Il particolato, cosa sapere?

Un punto di partenza: il particolato, che è costituito essenzialmente da particelle solide carboniose e ceneri, non deve essere liberato nell’ambiente perché cancerogeno.

Per questi motivi, a valle dei motori dei moderni veicoli a gasolio, c’è, oltre al catalizzatore che è deputato a completare la combustione dei composti volatili non completamente ossidati, anche un dispositivo che filtra meccanicamente il particolato (il DPF o il FAP).  

L’accumularsi nel tempo del particolato all’interno del filtro comporta, però, l’ostruzione del filtro stesso ed un conseguente aumento di pressione a monte del filtro. 

Tale aumento di pressione è deleterio per il turbocompressore e poi per il rendimento del motore, con abbassamento delle prestazioni e aumento dei consumi. 

La centralina di gestione del motore avvia il processo di rigenerazione del filtro con la combustione del particolato. La salute dei sistemi di filtraggio del particolato viene monitorato da un sensore che rileva la differenza di pressione tra monte e valle del filtro.

Il superamento di una certa soglia indica alla centralina di gestione del motore che il filtro è intasato. Quali sono le strategie che mette in atto la centralina di gestione del motore?

Bruciare il particolato e pulire il filtro

La centralina di gestione del motore chiude la valvola EGR per avere più ossigeno possibile allo scarico. Poi parzializza la farfalla dell’aria in ingresso per non fare abbassare troppo le temperature, regola la sovralimentazione e opera delle post-iniezioni di gasolio nei cilindri, delle iniezioni di gasolio durante le fasi di espansione. Tali post-iniezioni non sono utili ad operare una spinta dei pistoni perché effettuate troppo in ritardo (post, appunto).

Il gasolio delle post-iniezioni non fa in tempo a bruciare all’interno delle camere di combustione, ma lo fa nei condotti di scarico. Si innalza la temperatura dei gas di scarico che arrivano al filtro fino a consentire la combustione del particolato all’interno del filtro.

Il processo di rigenerazione può avviarsi e completarsi solamente in particolari condizioni. Quando cioè si sono raggiunte le temperature di esercizio e quando si percorrono lunghi tratti di strada a velocità costante (possono volerci diverse decine di minuti). 

Qual è la differenza tra FAP e DPF?

La differenza tra il sistema FAP (Filtre à Particules) e il DPF (Diesel Particulate Filter) sta nella diversa modalità di raggiungimento delle condizioni di combustione del particolato

I sistemi FAP (introdotti da Peugeot) additivano il gasolio con soluzioni a base di ossido di cerio in modo da permettere l’innesco della combustione del particolato già a temperature relativamente basse (450 °C), mentre i sistemi DPF non usano additivi nel gasolio.

Attraverso copiose post-iniezioni, riescono comunque ad innalzare le temperature dei gasi si scarico a 650 °C, quanto basta per bruciare il particolato accumulato nel filtro. 

Analisi dei problemi con il FAP/DPF

Il veicolo di Giusy monta un modernissimo impianto DPF Euro 6. A differenza dei sistemi FAP, i problemi di questo tipo di impianto risiede nel fatto che parte del gasolio che viene copiosamente iniettato nei cilindri nel corso della rigenerazione e che non riesce a bruciare nelle camere di combustione, defluisce, attraverso le fasce dei pistoni, nella coppa dell’olio.

Qui, rigenerazione dopo rigenerazione, vengono a crearsi due seri problemi: la diluizione dell’olio motore (con perdita delle relative proprietà) e l’innalzamento del suo livello

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Questi due fenomeni possono essere tollerati entro certi limiti tra un intervallo e l’altro di manutenzione, in occasione del quale viene sostituito l’olio e ripristinato il suo livello. I problemi nascono quando il numero di rigenerazioni è troppo elevato tra i due intervalli.

Il caso concreto preso in esame

Gli stop & go favoriscono il particolato, i percorsi brevi non permettono né al motore e ai condotti di scarico di raggiungere le piene temperature di esercizio (che permetterebbero la combustione del particolato già a 450 °C), né al processo di rigenerazione di completarsi.

La centralina di gestione del motore tenta in continuazione di completare il processo di rigenerazione, ma non vi riesce e, praticamente, reitera perennemente tali tentativi. 

Risultato? Il gasolio delle continue post iniezioni che arriva nella coppa diluisce l’olio motore. E ne innalza il livello. Per fortuna c’è l’apposito sensore che registra il livello dell’olio troppo alto e indica la necessità di cambiare l’olio motore.

Il problema è la sostituzione precoce dell’olio? 

Ovviamente non solo. Fino a quando la macchina è nuova c’è la noia di dover rientrare in officina ogni sei mesi (o 5000 km). Costruttori e concessionari possono stare tranquilli fino alla fine del periodo della loro garanzia. D’altra parte questi casi vengono facilmente derubricati a manutenzione ordinaria a carico del proprietario del veicolo.

I problemi futuri arriveranno perché i motori girano per molti chilometri con olio diluito e quindi sono ad alto rischio tutte le parti a bagno di olio (e già questo non è poco). 

C’è poi da tenere in considerazione che il filtro non riesce a rigenerarsi e questo porterà ad una sua ostruzione irreversibile e dovrà necessariamente essere sostituito.

Un filtro antiparticolato ostruito comporta l’abbassamento delle prestazioni con aumento dei consumi, che sono già alti per i continui tentativi di rigenerazione falliti. C’è anche rischio di rottura del turbocompressore per l’eccessiva pressione dei gas di scarico. 

Quando i poveri proprietari si saranno stancati di rientrare continuamente in officina a cambiare l’olio e verrà tollerata l’accensione della spia sulla strumentazione di bordo, potrebbe facilmente verificarsi il più catastrofico degli eventi: l’autocombustione dell’olio. 

L’olio motore innalza il suo livello tanto da potere essere risucchiato in aspirazione tramite i condotti di sfiato della parte bassa del monoblocco motore e brucia in maniera incontrollata. Può succedere anche per la rottura del turocompressore.

Enorme fumata bianca (pericolosissima per la circolazione) il motore accelera oltremodo da solo, anche se si toglie la chiave dal quadro (panico!), e fonde completamente. 

Qui di seguito vi lascio un video per avere un’idea di cosa succede in caso di autocombustione dell’olio motore, possibile solamente per i motori a gasolio.

In poche parole gli autoveicoli con questo tipo di motorizzazioni e questa tecnologia di filtro per il particolato hanno bisogno di camminare molto su strade a scorrimento veloce.  

Problemi con il FAP/DPF, aspetti legali

Giusy si è rivolta a noi per sapere come fare. Come può rivalersi sul venditore? In fondo le varie officine che ha interpellato (e la stessa Ford) continuano a ripeterle e a dichiararle in tutte le salse che la vettura non ha nessun difetto, funziona perfettamente e non ha guasti. Può invocare una qualche forma di garanzia se non c’è un problema reale e concreto?

Ebbene, siamo nel caso in cui sussiste un difetto di conformità, pur non essendoci guasti. Quale è il difetto di conformità? Il maggior costo per il cambio olio più frequente? Il consumatore non poteva attendersi sulla base del piano di manutenzione?

Se il reclamo fosse solo questo si rischierebbe di essere liquidati dal venditore e concessionario con una serie di cambi olio e filtro gratis per tutto il periodo dei due anni di garanzia del Costruttore. E poi? Poi i guai, quelli seri, sarebbero comunque arrivati e sarebbe stata Giusy a doverli affrontare, da sola, a garanzia sul nuovo ormai scaduta. 

No, il difetto di conformità non è solo il maggior costo per l’alta frequenza dei tagliandi: è soprattutto la non idoneità all’uso dell’intero veicolo. Art.129 del Codice del Consumo:

Per essere conforme al contratto di vendita, il bene deve possedere i seguenti requisiti soggettivi, ove pertinenti: […] essere idoneo ad ogni utilizzo particolare voluto dal consumatore, che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al più tardi al momento della conclusione del contratto di vendita.

Il problema non è la macchina guasta o difettosa, ma il fatto che è stato venduto un oggetto non idoneo all’uso particolare che doveva farne (cosa di cui il venditore era informato). 

La posizione del venditore è delicata

A peggiorare la situazione del venditore è la circostanza che la Ford, al momento della compravendita, era già da tempo a conoscenza del comportamento di queste vetture, che, beninteso, sono assolutamente eccellenti per un uso prevalentemente extraurbano.

Da un lato c’è Giusy che se avesse saputo non avrebbe concluso l’acquisto del veicolo, dall’altro c’è un venditore che sapeva e ha taciuto perché aveva intuìto che la signora Giusy era entrata in un concessionario Ford assai motivata ad acquistare solo perché rivoleva la sua Ford a gasolio. 

In questo quadro c’è una omissione della diligenza professionale del venditore che ha determinato la alterazione del comportamento dell’acquirente consumatore: è, quindi, delineabile, oltre ad un difetto di conformità, anche la fattispecie di pratica commerciale scorretta (art. 20 comma 2 del Codice del consumo: 

Una pratica commerciale è scorretta se è contraria alla diligenza professionale, ed è falsa o idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico, in relazione al prodotto, del consumatore medio che essa raggiunge o al quale è diretta.

Volete sapere come è andata a finire?

Ad un anno e mezzo dall’acquisto della sua vettura, Ford ha sostituito alla Sig.ra Giusy la sua Ford Fiesta consegnandole gratuitamente un esemplare nuovo dello stesso modello, ma con motorizzazione a benzina. Abbiamo visto il caso per il nuovo, ma, secondo voi, che succede se il veicolo viene rivenduto usato da un autosalone? 

Giuseppe Corrado

Tecnico per vocazione e formazione. Sono ormai 20 anni che, nell'universo dell'Automotive, mi occupo di Authority nel processo di gestione delle garanzie. Spesso sono in giro nei tribunali per consulenze in favore di rivenditori, gestori di garanzia, rettificatori, consumatori nelle controversie in tema di garanzia.

9 Comments

  • Elena ha detto:

    Articolo veramente esaustivo e di facile comprensione, leggendo il vostro blog riesco ad acquisire informazioni sempre utili.

    • Giuseppe Corrado ha detto:

      Grazie Elena.

      • Caterina ha detto:

        Buonasera, ho letto con molta attenzione il suo articolo e i ritrovo nell’ultima parte in quanto ho acquistato un’auto usata da un autosalone a gasolio, ma come la signora Giusy, anch’io ne faccio un uso prettamente urbano. L’autosalone ha detto che la macchina non ha problemi…Cosa posso fare? La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà rendermi.
        Caterina

        • Giuseppe Corrado ha detto:

          nel caso della Sig.ra Giusy è stato facile procedere perché in presenza di testimoni il venditore era stato informato che la vettura avrebbe fatto solamente percorsi cittadini con i bambini a bordo, ad ogni modo è diligenza del professionista che vende assicurarsi che ciò che sta vendendo sia idoneo all’uso a cui è destinato (soprattutto perché, sempre in qualità di professionista, è tenuto a conoscere il comportamento di questi veicoli nei percorsi urbani).
          Ha ragione il venditore a dirle che l’auto non ha problemi, il difetto di conformità non è un difetto, un vizio, o un guasto del veicolo, ma, come si legge nell’articolo, il difetto di conformità sussiste per non idoneità all’uso (le ha venduto una graziella perfettamente funzionante, solo che Lei deve fare gare di mountainbike: è pur sempre una bicicletta, ma non resisterà molti anni sullo sterrato estremo; oggi le si accende la spia, ma tra qualche anno, a garanzia scaduta, potrebbe avere seri problemi alle parti lubrificate del motore e, se trascura la spia e non sostituisce l’olio quando lo richiede il pannello di controllo dovrà sostituire il motore).
          Sotto il profilo tecnico la cosa si risolve da sola se fa molta autostrada (ovviamente non fattibile!); purtroppo ad oggi il “problema” non glielo può risolvere neanche la casa madre, lo avrebbero già fatto se avessero potuto, se non altro per non dover gestire i continui reclami e per la perdita di immagine.
          Molti scelgono di togliere il filtro, ma è una pratica assolutamente illegale (e immorale) e potrebbe poi non farle superare la revisione periodica (reinstallarlo costa più di 1000,00 euro…).
          Il consiglio è quello di rivolgersi ad un avvocato e chiedere, anche solo in via stragiudiziale, la restituzione di una parte del prezzo di vendita e, con quei soldi, riuscire, magari, a cambiare il veicolo con un altro che abbia una motorizzazione diversa.

  • Guido ha detto:

    Che succede nel caso di rivenditore auto usate? A me sta succedendo la stessissima identica cosa, tutto preciso come scritto.

    • Giuseppe Corrado ha detto:

      Ciao Giudo,
      nel caso di auto usate il venditore potrebbe accampare qualche alibi in più per via del fatto che la vettura non è nuova, ma , in realtà, il difetto non è tecnicamente ascrivibile a consumo/usura o, più in generale ad uso pregresso (lo dimostra il fatto che questo comportamento lo hanno anche le vetture nuove). Ad ogni modo, se hai acquistato la vettura come privato (senza partita iva), da un punto di vista legale non cambia nulla rispetto a quanto riportato nel post: siccome la legge NON mette sullo stesso piano venditore professionista e acquirente consumatore (che si tratti di nuovo o di usato), al momento della compravendita sussisteva uno squilibrio negoziale poiché il venditore era tenuto a conoscere il comportamento di questi veicoli (altrimenti tu venditore non sai cosa stai vendendo) mentre per te fa contratto la tua ragionevole aspettativa di acquirente (che non collima con il problema che ha la macchina).Puoi invcare il difetto di conformità ai sensi degli articoli 128 e seguenti del Codice del Consumo.

  • Guido ha detto:

    Grazie mille per la risposta. Terrò presente quanto da lei esposto e mi rivolgerò ad un legale. Per essere precisi l’auto mi è stata consegnata il 23/01/23 e da me acquistata il 13/01/23 il 05/02/23 e apparso l’avviso.
    Adesso hanno ordinato il serbatoio adblue che non ancora arriva nel concessionario a causa di una non disponibilità dalla casa madre.

  • CLARA MANUELA ha detto:

    Buongiorno,
    ho letto l’articolo e lo trovo molto esaustivo..
    Abbiamo un problema simile avendo acquistato da concessionario un’auto usata a dicembre 2023. Si tratta di Audi A3 di circa 3 anni con 35000 km al prezzo di 25000 euro contraendo tra l’altro un finanziamento parziale. Abbiamo fatto fare un controllo dal nostro meccanico di fiducia che conferma il chilometraggio indicato.
    A metà febbraio si presenta un problema legato alla spia motore, avvisata prontamente la concessionaria e portata l’auto ci viene riconsegnata dopo circa 10 giorni e ci viene spiegato che si tratta di mancate rigenerazioni del Fap oltre al fatto che hanno dovuto eseguire una rigenerazione forzata. Ci hanno spiegato anche che tale intervento non è in garanzia ma che a titolo di cortesia non richiedono il pagamento e non ci rilasciano alcun documento scritto sulla tipologia di manutenzione eseguita. Ho chiesto successivamente via mail di confermare quanto spiegato a voce, dato che solamente in quella occasione ci è stato spiegato che l’auto generalmente deve percorrere lunghi tratti mandandola a circa 2000/3000 giri. Queste spiegazioni rispetto all’uso e alle problematiche legate al Fap non ci sono state date all’atto della firma del contratto. Rileggendo il contratto ci accorgiamo che è citata una scheda di conformità che non ci è stata fatta firmare. Alla richiesta di copia firmata la concessionaria non ha ancora risposto.
    Siamo ai primi di Aprile e dopo un mese e mezzo dall’episodio spiegato sopra, la spia si riaccende nonostante le accortezze avute in base alle indicazioni date dal concessionario. Ovviamente faremo la richiesta di ripristino di conformità alla concessionaria, ma nel frattempo vorremmo capire se ci sono gli estremi per chiedere un risarcimento del danno considerando che all’atto dell’acquisto abbiamo spiegato le nostre esigenze di utilizzo dell’auto (misto lunghi tratti e cittadino) e il venditore non ha dato ulteriori indicazioni rispetto all’uso e alla situazione FAP. Se avessimo saputo probabilmente non avremmo dato seguito all’acquisto e oggi ci ritroviamo con un auto non idonea alle nostre esigenze.
    Ringraziamo per la risposta che vorrete darci.

    • Giuseppe Corrado ha detto:

      Ciao Manuela (o Clara?- è la stessa ambiguità dei miei dati anagrafici..),
      purtroppo le vetture a gasolio euro 6 e successivi, per garantire che non ci siano problemi con il fap, dovrebbero camminare quasi esclusivamente in autostrada o su strade scorrevoli, ma questo non ha il coraggio di dirlo nessuno (men che meno i costruttori, i concessionari o i rivenditori di usato, i quali incrociano le dita affinchè il problema non si manifesti nel periodo di garanzia, dopodiché il problema è del proprietario).
      Nel tuo caso assai probabilmente il vecchio proprietario ha fatto un uso cittadino e il fap non si è quasi mai rigenerato a dovere per cui oggi ti ritrovi con il fap talmente incrostato che non è sufficiente la rigenerazione forzata che si fa a vettura ferma in officina.
      In questo senso il difetto di conformità sussisterebbe ed è onere del venditore dimostrare che non sussisteva al monento della compravendita (punto a tuo favore).
      Dall’altra parte il vendiotre (e qulsiasi tecnico) ti dirà che non c’è nulla di propriamente rotto e che, tutto sommato – giustamente – si tratta di un filtro ostruito da sostituire, per quanto sia un intervento non rientrante nella manutenzione periodica.
      Il piano su cui potresti insistere non è tanto quello tecnico, quanto quello del difetto di conformità in senso lato. Mi spiego meglio. il difetto di conformità in questi casi non è tanto il guasto in quanto tale, ma è il tradimento della tua ragionevole aspettativa di acquirente consumatore (ti suggerisco di leggere questo altro post: https://www.garanziaonline.it/blog/differenza-tra-difetti-e-guasti-auto/ ): in altre parole, al netto di quanto riportato nella fantomatica dichiarazione di conformità, è la “sorpresa” che non ti aspettavi di avere, intesa come spesa per la sostitituzione del filtro (che supera abbondantemente i 1000,00 euro se vai in una officina AUDI).
      Puoi provare a formalizzare qualche richiesta scritta al venditore su queste basi, insistendo sulla differenza di ruolo, sullo squilibrio, che c’è in fase di compravendita tra consumatore e venditore professionista (che dovrebbe sapere e informare).
      Ad ogni modo considera che sono numerosi i centri specializzati che effettuano un lavaggio chimico/meccanico del tuo filtro a costi talmente abbordabili da non giustificare la spesa per avvocati e lungaggini legali.
      Se hai bisogno di chiarimenti scrivi pure qui o a guasti@garanziaonline.it
      Ciao

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