
Se i dati di immatricolazione indicati nella targa dell’auto sono sbiaditi e la targa auto non è leggibile devi chiedere una nuova immatricolazione del veicolo (reimmatricolazione) alla Motorizzazione Civile. Se non rispetti questa regola rischi una sanzione che va da € 42 a € 173. La targa deve mantenere anche le proprietà catarifrangenti per essere visibile di notte.
Ipotesi comune e sempre possibile: la targa auto non è più leggibile. Si è rovinata con il passare degli anni, la vernice è sbiadita anche a causa della pioggia, del sole, del fango. In fin dei conti parliamo di un oggetto metallico, verniciato, che si trova a ridosso dei paraurti, vicino alla strada. Ciò significa che è facile ritrovarsi con una targa auto non più consultabile, soprattutto a distanza.
Questo, per legge, non è accettabile. Lo definisce il Codice della Strada, nello specifico l’articolo 102 che recita a chiare lettere questo: “I dati di immatricolazione indicati nelle targhe devono essere sempre leggibili”. Cosa succede se non è più possibile rispettare questo parametro? Scopriamolo insieme.
Quali sono le possibili cause del problema?
Su strada, l’usura è un dato reale: ogni elemento della tua auto rischia di rovinarsi nel tempo e questo non riguarda solo gli aspetti meccanici come la frizione o gli ammortizzatori: anche gli elementi della carrozzeria subiscono l’usura degli agenti atmosferici e della circolazione.
La targa, ad esempio, è sempre visibile quindi viene interessata dagli agenti atmosferici: sole estivo che sbiadisce la vernice, pioggia, grandine e gelo. Poi ci sono i sassi che schizzano al passaggio delle auto, il fango, la polvere. Tutto questo può causare graffi, scrostamento della vernice ma anche perdita delle proprietà catarifrangenti. E così la targa dell’auto non sarà più leggibile.
Questo è un problema perché, per legge, è proprio questa la funzione della targa: rendere il mezzo di locomozione subito riconoscibile e identificabile. Anche se i documenti sono in regola, la targa deve essere identificabile, leggibile e avere sempre caratteristiche catarifrangenti.
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Cosa significa che la targa non è leggibile?
La leggibilità della targa può essere compromessa in più modi. Da un lato c’è l’usura del tempo, legata anche ad agenti atmosferici e corrosione strutturale. A questa condizione possono aggiungersi eventuali ammaccature e scrostamenti legati a colpi subiti anche in fase di manovra o tamponamenti. In questo campo inseriamo i casi di:
- Sbiadimento: le lettere o i numeri neri hanno perso il colore e si confondono con lo sfondo.
- Fondo sfogliato: la pellicola bianca si stacca, rendendo impossibile il contrasto.
- Targa ammaccata: in seguito a un piccolo tamponamento o urto da parcheggio.
- Fango, polvere o neve: accumuli che coprono anche solo parzialmente un carattere.
La leggibilità può essere compromessa da installazioni scorrette, modifiche strutturali o manomissioni volontarie. La targa risulta non leggibile anche se è coperta da oggetti, come la sfera del gancio traino, o se si circola con targhe che non rispettano le dimensioni o le caratteristiche costruttive di legge. Situazione diversa se la targa è stata alterata intenzionalmente, ad esempio per evitare autovelox o varchi ZTL: la situazione passa dall’ambito amministrativo a quello penale. Si può configurare il reato di occultamento di atti veri (art. 490 c.p.) o di falsità materiale (artt. 477 e 482 c.p.).
Cosa fare se la targa non è più leggibile?
In primo luogo, sottolineiamo che non è ammesso il fai da te. Ripassare i numeri sbiaditi con un pennarello nero indelebile o tentare di riverniciare la targa autonomamente per renderla più leggibile è vietato. Anche se fatto in buona fede, il restauro casalingo è una manomissione di un documento pubblico ufficiale: questa situazione può scivolare pericolosamente verso il reato penale.

L’unica strada da seguire in questi casi è la reimmatricolazione del veicolo. Non è possibile richiedere un duplicato della targa mantenendo gli stessi elementi in termini di lettere e numeri: riceverai una targa nuova e la relativa carta di circolazione, il documento unico.
Come si procede? Puoi effettuare la reimmatricolazione presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) o negli uffici della Motorizzazione Civile o del Pubblico Registro Automobilistico, il PRA. Puoi anche procedere con un’agenzia di pratiche auto o un centro ACI. Però pagherai anche la tariffa del loro servizio di intermediazione. Ecco i costi:
| Voce di spesa | Importo approssimativo |
| Imposta di bollo per iscrizione al PRA | € 32,00 |
| Imposta di bollo per aggiornamento DU | € 32,00 |
| Emolumenti PRA | € 27,00 |
| Diritti DTT (Motorizzazione) | € 10,20 |
| Costo materiale delle targhe nuove | € 41,78 (varia leggermente in base al formato) |
| TOTALE MINIMO | circa € 143,00 |
I documenti necessari per reimmatricolare l’auto e sostituire la targa sbiadita, rovinata e non più leggibile? Serve il modulo di richiesta (modello istanza unificata o TT2119), il documento unico di circolazione e di proprietà del veicolo e le targhe vecchie. Se richiedi la reimmatricolazione, dovrai restituire sia la targa anteriore che quella posteriore anche se solo una delle due è rovinata. Infine, servono un documento d’identità valido e il codice fiscale dell’intestatario.
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Multe per circolazione con targa rovinata
Se continui a camminare su strada pubblica con una targa palesemente non leggibile, rovinata al punto da non essere riconoscibile al primo sguardo, rischi una multa. Sempre secondo l’articolo 102 del Codice della Strada, se circoli con targa non chiaramente e integralmente leggibile potresti essere soggetto a una sanzione amministrativa e al pagamento di una somma da € 42 a € 173.
Ma non è tutto: il tuo elemento identificativo deve essere chiaramente leggibile di notte. Quindi, la targa non deve mai perdere le proprietà rifrangenti: in questo caso la multa va da € 26 a € 102.







