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La tua auto

Cosa sono e come funzionano i visori notturni per auto?

visori notturni

I visori notturni o per condizioni meteo avverse sono strumenti di sicurezza che aumentano la visibilità della tua vettura. Ti consentono di procedere anche quando la vista non offre il massimo supporto a causa del buio, della pioggia, della grandine o anche della nebbia fitta.


La guida di notte ha dei rischi aggiuntivi poiché la visibilità è ridotta. L’abbassamento della luce ambiente, così come le condizioni meteo avverse che portano nebbia e pioggia, compromette la percezione delle distanze. Ma anche il riconoscimento dei colori e la visione periferica.

Il 90% delle informazioni necessarie per guidare viene acquisito attraverso la vista. Il che rende la visione notturna e la guida in condizioni meteo avverse cruciali per la sicurezza. È importante curare misure e accorgimenti da adottare durante la guida in queste condizioni.  

Si sono evoluti i sistemi di illuminazione della strada (fari adattivi) per migliorare la vista di chi è al volante. Ma oggi si rende visibile ciò che non lo è. Basta usare i visori notturni che prendono le informazioni non dallo spettro della radiazione visibile ma da quello della radiazione infrarossa.

Cos’è la radiazione infrarossa?

Tutti gli oggetti comuni, a meno che non abbiano una temperatura pari a -273,15 gradi Centigradi, emettono queste radiazioni. All’aumentare della temperatura degli oggetti, la radiazione incrementa la sua frequenza fino a diventare, superati i 500 °C circa, visibile all’occhio umano.

Pensiamo, ad esempio, al un ferro che diventa incandescente. Quando riscaldiamo la materia, i corpi possono diventare visibili anche al buio grazie alla loro luce propria anziché alla luce riflessa.

A temperature più basse, la radiazione elettromagnetica viene comunque emessa. Solo che il nostro occhio non riesce a rilevarla perché ha frequenze troppo basse.

Da leggere: fari fendinebbia gialli, cosa sono e a cosa servono

Come funzionano i visori notturni?

L’idea è quella di leggere la radiazione infrarossa proveniente dall’esterno tramite termocamere in dotazione al veicolo. E riprodurre l’immagine sugli schermi della strumentazione di bordo.

Si riesce a vedere non solo di notte, ma, grazie alla particolare lunghezza d’onda dell’infrarosso, anche attraverso ostacoli che non fanno passare nitidamente la luce. Come fumo o nebbia e puoi individuare la presenza di corpi caldi (animali/persone) nascosti nella vegetazione della strada.  

Questa tecnologia esiste già dagli anni ’40 in ambito militare, ma solo dai primi anni 2000 si sta affacciando nel mondo automotive. È un optional che potrebbe essere costoso, nell’ordine delle migliaia di euro, fino a 3000. In realtà in commercio sono disponibili dashcam a prezzi abbordabili.

Visori notturni, quanti tipologie abbiamo?

La radiazione infrarossa da leggere può essere quella dei corpi caldi o, in alternativa, riflessa dagli oggetti. Ma dopo essere stata opportunamente emessa da un apposito dispositivo emettitore. A seconda che si scelga l’una o l’altra soluzione costruttiva si parla di sistemi passivi o di sistemi attivi.

Visori notturni passivi

Sono quelli che sfruttano la radiazione infrarossa propria che i corpi emettono in funzione della loro temperatura superficiale. L’immagine viene fuori dalla differenza di frequenza della radiazione infrarossa che è proporzionale dalla differenza di temperatura superficiale tra i vari corpi. 

Sul display del cruscotto vengono visualizzati gli oggetti più caldi con un colore più chiaro, mentre gli oggetti più freddi con colore più scuro. L’immagine risultante sarà diversa da quella che siamo abituati a vedere: gli oggetti più luminosi non saranno quelli più chiari, ma quelli più caldi.

Esempi di immagini di visore passivo
Esempi di immagini di visore passivo.

Le case costruttrici che adottano questa tecnologia sono Audi, BMW, Cadillac. Che è stata la prima casa a montare questi dispositivi sulle proprie autovetture. Poi abbiamo Honda, DS e Peugeot. 

Visori notturni attivi

I sistemi di visione ad infrarossi attivi sono costituiti da un emettitore di una particolare radiazione infrarossa. Che è come se illuminasse l’ambiente ma il nostro occhio non se ne accorge. Poi c’è una telecamera che legge il riflesso di tale particolare radiazione e la trasmette al nostro display.

Esempio di immagine di visore attivo
Esempio di immagine di visore attivo.

L’immagine risultante sarà simile a quella che siamo abituati a vedere. Solo che risulterà monocromatica se non sottoposta a post-processing. D’altra parte il principio di funzionamento di tali sistemi è simile a quello dell’occhio umano che cattura la luce riflessa, ma nelle frequenze dell’infrarosso. Le case costruttrici che adottano i sistemi attivi sono Mercedes e Toyota.

Qual è la soluzione migliore per la tua auto?

Le case costruttrici non lasciano molta alternativa e difficilmente sceglierete la marca del vostro veicolo sulla base del visore notturno. Ad ogni modo, ogni soluzione ha i suoi pro e i suoi contro. 

I sistemi attivi offrono una visione migliore, realistica, ma sono più costosi. Hanno una visuale fino a 150/200 metri e non funzionano con polvere, pioggia, fumo o nebbia. Ossia in presenza di elementi che riflettono la radiazione emessa dall’illuminatore a bordo del veicolo.

I sistemi passivi, che hanno una visuale fino a 300 metri, hanno il vantaggio di poter riconoscere facilmente animali/persone nascosti dalla vegetazione. E non hanno bisogno di una fonte di illuminazione potendo funzionare nel buio anche in presenza di pioggia, polvere, fumo o nebbia. 

Però hanno una bassa definizione delle immagini. Soprattutto con il caldo, in assenza di differenze marcate di temperatura tra gli oggetti e la temperatura ambiente. In ogni caso esistono anche sistemi ibridi che utilizzano contemporaneamente entrambe le tecnologie.

Integrazione con i sistemi di sicurezza AI

Questi sistemi di rilevazione della radiazione infrarossa sono spesso accoppiati a tecnologia IA (Intelligenza Artificiale). Questo per fornire al guidatore messaggi di allerta acustici e visuali in caso di avvicinamento di oggetti che innalzano le condizioni di rischio di incidenti. 

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L’IA è in grado di processare in tempo reale immagini dalle telecamere orientate sulla strada, riconoscere gli oggetti e stimarne la pericolosità. Ad esempio, l’intelligenza artificiale sui visori notturni può stabilire se un animale identificato è pericoloso o meno valutando postura e velocità.

Da leggere: come regolare altezza fari dell’auto

Sono veramente utili i visori notturni?

Per quanto siano tecnologie entusiasmanti, molti sollevano dubbi riguardo il fatto possano essere fonte di distrazione per chi guida. Per questo si tende a collegare le informazioni provenienti da questi sistemi agli apparati di frenata o di guida automatica. Cosa ne pensi? Lascia il tuo commento!

Giuseppe Corrado

Tecnico per vocazione e formazione. Sono ormai 20 anni che, nell'universo dell'Automotive, mi occupo di Authority nel processo di gestione delle garanzie. Spesso sono in giro nei tribunali per consulenze in favore di rivenditori, gestori di garanzia, rettificatori, consumatori nelle controversie in tema di garanzia.

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